Le Origini della Nostra Farmacia

Oltre due secoli di dinastie familiari a presidio della salute di Solopaca

La nostra Farmacia nasce a inizio 1800 nel centro storico di Solopaca. Piccola, come le Farmacie di un tempo, conserva ancora oggi, seppur rinnovata, ingrandita ed efficiente, tutta l'architettura e l'atmosfera del tempo.

Una storia di rivalità tra famiglie potenti, trame d'ombra, concorrenza sleale, espedienti politici ed eredi disillusi.

L'Ottocento e le Radici Nobili

Fondata nei primi anni del XIX secolo, la farmacia ha visto fiorire le sue radici grazie alla Famiglia Fasano di Solopaca (poi diventata Fasani), famiglia nobile e benestante con grandi possedimenti terrieri. Questa per oltre un secolo, di generazione in generazione, ne ha guidato lo sviluppo con profonda etica professionale e amore per il territorio, curando i cittadini con l'arte dell'antica spezieria.

La farmacia, oltre a essere un luogo di cura, è stata anche un punto di incontro e di scambio culturale per la comunità, dove le persone si riunivano per discutere di salute, benessere e innovazioni mediche. Qui si riunivano le persone più importanti del paese e ci sono centinaia di aneddoti tramandati dalle vecchie generazioni. Come sempre accade, la storia della farmacia è anche la storia di una comunità, e la farmacia stessa diventa un simbolo di continuità e servizio per le generazioni future.

Il Primo Novecento e la "Farmacia Privilegiata"

Fino al 1926 i farmacisti conseguivano un Diploma di Farmacia. L'ultimo della famiglia Fasani a conseguirlo è stato Don Baldassarre che ha condotto la farmacia per diverso tempo ma che sfortunatamente morì giovane a 60 anni nel 1932.

Nel frattempo, a causa del vuoto lasciato, nasceva ed emergeva l'altra farmacia vicina, quella di Don Luigi Abbamondi, altra famiglia nobile e benestante di Solopaca, che si affermava come punto di riferimento per la cittadinanza.

Una volta le farmacie erano ad appannaggio delle famiglie nobili e ricche perché potevano permettersi di avviare un'attività onerosa allora come oggi, e che richiedeva un investimento iniziale importante, oltre a una formazione specifica e costosa per i farmacisti. Per questo la farmacia della famiglia Fasani, godeva di diritti storici particolari, infatti era registrata come "farmacia privilegiata" (o legittima). Oggi non esistono più categorie di farmacie con tali diritti.

Da tener presente che una volta di farmaci ce n'erano ben pochi, c'erano per lo più derivati erboristici, le sanguisughe, le tinture, le polveri e le pillole di origine vegetale o animale. Figuratevi che la penicillina è arrivata in Italia solo nel 1945 e da allora le farmacie hanno iniziato a vendere farmaci veri e propri. Fino ad allora, le vendite non assicuravano un guadagno sufficiente per sostenere l'attività, quindi solo le famiglie benestanti potevano permettersi di gestire una farmacia.

La famiglia Fasani, dopo la morte di Don Baldassarre, continuò a gestire la farmacia affidando la direzione al farmacista Dr. Federico Di Mezza, (fratello del famoso prof. Dott. Filippo Di Mezza) che non riuscì a mantenere lo stesso livello di qualità della generazione precedente. La farmacia si ridusse ad un livello di servizio molto basso, perdendo la sua posizione di prestigio e la fiducia della comunità trasformandosi da presidio sanitario a circolo dopo-lavoro per partite a tressette e salotto di terz'ordine per pettegolezzi sociali e politici.

1958: La Rinascita con i Ciarcia Mele

Pur essendo storica e radicata nel territorio, la farmacia Fasani subì una profonda crisi familiare che portò alla necessità di un cambiamento nella titolarità. Nessun erede si laureò in farmacia.

La svolta fondamentale avviene nel 1958, anno in cui la titolarità e tutta la farmacia viene acquistata dalla benestante signora Maria Mele e da suo marito il dr. Natalino Ciarcia a sua volta farmacista laureato. Si apre così un nuovo capitolo della storia della farmacia, che da quel momento in poi, pur mantenendo la sua identità storica, si proietta verso il futuro con rinnovata energia e visione.

La famiglia Mele possedeva già la farmacia di Limatola e Moiano, infatti il padre Sabatino Mele era un benestante americano che diede in dote a sua figlia la nuova farmacia di Solopaca mentre il dr. Natalino Ciarcia era figlio di Michelangelo,un grosso commerciante di grano, nocciole avellane e prosciutti, ancora oggi a Venticano AV è attivissima e fiorente l'industria Prosciutti Ciarcia che continua con i familiari stretti. Quindi entrambi provenienti da famiglie benestanti e rispettate, hanno portato con sé una nuova prospettiva e un impegno rinnovato per la comunità di Solopaca. La loro gestione ha segnato un periodo di crescita e innovazione, pur mantenendo saldi i valori e le tradizioni della farmacia.

Con la vendita della farmacia da parte della legittima erede, la Sig.ra Angelina Fasani, figlia di Baldassarre, iniziò una amicizia felice e sincera tra le due famiglie, tanto che l'ultimo rampollo della famiglia Fasani, Don Michele Iannotti insieme alla moglie la Sig.ra Annabella, volle battezzare e nominare suo "figlioccio" il figlio del dr. Ciarcia e della signora Mele, il dott. Michelangelo Ciarcia, che oggi è il titolare della farmacia. In questo modo la famiglia legò a sé la nuova gestione, assicurando che l'eredità dei valori della famiglia Fasani continuassero a essere rispettati e onorati per mezzo dei nuovi titolari.
La nuova gestione continuava nella vecchia farmacia di Don Baldassarre.

Da quel momento storico, la nuova dinastia familiare ha raccolto l'importante eredità del passato, curando il ricordo ed il rispetto per la famiglia Fasani. Iniziò una ricrescita economica ma anche professionale ed un duro lavoro del dr. Natalino e della signora Mele per consolidare la farmacia e recuperare la fiducia della cittadinanza dopo tanto che la farmacia era rimasta inattiva. Passarono da una vita agiata nelle rispettive famiglie ad una situazione di sacrificio e di duro lavoro, in un paese nuovo dove non potevano contare sulle parentele, che logicamente erano distanti ed inoltre in un ambiente sociale non proprio favorevole.

Arduo riuscire ad emergere a Solopaca, paese agricolo di 3.000 abitanti, con una economia povera e con ben 2 farmacie, quando per legge ce ne doveva essere una sola. La farmacia Abbamondi fu istituita come seconda sede quando ancora non c'erano vincoli sul quorum della popolazione. Poi si stabilì che di farmacie rurali ce ne doveva essere una sola ogni 5.000 abitanti, rendendo la farmacia Abbamondi soprannumeraria. Si viveva ma mancavano tante cose. Rispetto a tutti gli altri farmacisti, i guadagni a Solopaca, logicamente, erano divisi per due.

Dal 1958 al 1988: La Concorrenza e la Guerra Silente

La farmacia Abbamondi, che era stata la principale concorrente della famiglia Fasani, adesso si scagliava contro i Ciarcia Mele, i nuovi arrivati, i forestieri. Don Luigi Abbamondi, era una persona particolare, non era sposato, non aveva figli, conviveva con la "signorina" e la zia di lei, non aveva hobbies, restava sempre in farmacia, anche fuori orario, durante i giorni festivi e non faceva mai vacanze. Viveva solo per la farmacia e per una scimmia che teneva in casa, un pappagallo e vari animali con i quali stupiva gli avventori, nel piccolo giardino sul retro si dedicava alle sue passioni. La farmacia era quasi un di più, che gli serviva per attestare il suo stato sociale ed intessere rapporti con la comunità.

Le due donne non si limitavano a badare alla casa: il loro contributo principale era nella gestione della farmacia, di cui tenevano saldamente le redini. Insomma era sicuramente un concorrente spietato, che non si faceva scrupoli a fare di tutto per vincere sulla nuova gestione della farmacia Fasani.

Potendo contare su una clientela consolidata e su ampi possedimenti terrieri, la sua farmacia aveva un vantaggio competitivo sociale ed economico significativo, rendendo la concorrenza ancora più aspra. Poteva contare anche e soprattutto sulla ampia e radicata famiglia che logicamente supportava la sua causa. Da capire anche la situazione dei parenti stretti che si ritenevano giustamente in diritto di ereditare la farmacia. D'altra parte non essendoci figli, la successione era scontata e ritenevano di poterla ottenere con molta facilità.

Iniziò una guerra silente e subdola, fatta di pressioni e strategie, che mirava a sopraffare la "decadente farmacia", come la chiamavano, e coinvolgendo in questa atavica lotta la nuova gestione della farmacia Ciarcia Mele.

In questa lotta si inserirono due personaggi, che fecero di tutto per far chiudere quest'ultima. Il primo, interessato ad impossessarsi della farmacia Abbamondi, contattava le persone del paese, facendo pressione con la sua importanza, le plagiava spingendole ad essere clienti della farmacia di suo interesse, induceva allo stesso modo tutti i familiari allo spirito di corpo contro la nuova farmacia, screditandola e cercando di farla fallire.
L'altro, il suo amico, grande "principe del foro" di allora, che aveva anche potere politico, fece leva sulle autorità di allora, dette sfoggio nelle sedi sanitarie e legali, di architettati esposti e teorie balzane che non trovarono appiglio nella legislazione farmaceutica. I loro piani fallirono miseramente.

Il dr. Natalino Ciarcia e la signora Maria Mele, con grande determinazione e professionalità, stando sempre attenti alle necessità della gente, riuscirono a superare le difficoltà iniziali e a consolidare la loro posizione nel mercato locale.
Provenienti da altri paesi con mentalità più aperte, si trovavano a dover affrontare sfide significative per guadagnarsi la fiducia della comunità molto chiusa e corporativa. Furono anni difficili, ciò nonostante, grazie alla dedizione, alla cordialità e alla professionalità della coppia Ciarcia Mele piano piano le cose miglioravano, le persone semplici e buone gli volevano bene, perché simili a loro. Tutte queste virtù aumentavano la stima e quindi la clientela.

Al contrario, la Farmacia Abbamondi, perdeva clientela, rimanevano gli affezionati cronici e quelli che si rifiutavano di conoscere l'altra farmacia. Ne seguì dopo diversi anni, un destino non preventivato da nessuno. Essendo diventato anziano e malandato, Don Luigi fu convinto o costretto ad abbandonare Solopaca per andare a vivere nelle zone del napoletano di dove erano originarie le due conviventi. Decisero di racimolare quanti più soldi potevano e di vendere le proprietà compresa la farmacia e lo stabile. Questo naturalmente scatenò malcontenti familiari: si interrompeva la dinastia della famiglia e l'eredità svaniva.

Nel 1985 la farmacia Abbamondi fu venduta a un ex rappresentante farmaceutico, un farmacista di Cerreto Sannita. Al contrario di quanto era successo con la famiglia Fasani e quella Ciarcia Mele, egli non aveva alcun legame con la comunità e non era spinto da alcun nobile sentimento a mantenere viva la tradizione della farmacia Abbamondi.
Persino gli arredi che avrebbero mantenuto l'atmosfera della storica farmacia furono venduti per fare spazio ad una farmacia scarna e moderna e senza nessuna identità. Nel giro di poco tempo finì un'epopea: una farmacia così importante, non solo non andò agli eredi ma fu venduta ad un altro farmacista che non mantenne nulla, né del ricordo, né delle tradizioni e non ha tramandato nessun valore della nobile famiglia Abbamondi. Fu un grave danno anche per la comunità di Solopaca.

Dal 1988 a Oggi: Resilienza, Ampliamento e Futuro

Nel 1988, a 62 anni, il dr. Natalino morì improvvisamente e si infransero di colpo tutti i sogni di migliorare e di costruire una nuova farmacia finalmente spaziosa, dignitosa. La signora Maria Mele, a 58 anni, rimasta vedova, continuò a gestire la farmacia con il supporto del figlio Michelangelo, che nel frattempo si stava laureando in farmacia. Fu un periodo molto difficile per lui a causa del dispiacere provato e la difficoltà di studiare e condurre un'attività così complessa come la farmacia da una università lontana.

Appena laureato, madre e figlio portarono una nuova ondata di rinnovamenti. Siccome le due sedi farmaceutiche Ciarcia ed ex Abbamondi erano poste ad una distanza non regolamentare di 100 metri, un qualsiasi spostamento della farmacia, anche di un solo numero civico, avrebbe comportato la perdita del diritto storico e la farmacia si sarebbe dovuta spostare a 200mt che è la distanza minima tra due farmacie. In paese, oltre quella distanza, non c'erano locali dove inserire una farmacia. Siccome la sede storica, come si vede anche oggi, è una sacrificante piccolissima struttura antica di 20 mq di superficie, sottoposta al piano stradale, significava restare in un "buco" senza la possibilità di avere un'attività commerciale idonea, oppure avrebbero dovuto spostare la farmacia ù fuori dal centro, comprare un terreno, costruire uno stabile commerciale. Era una situazione delicata e complessa, ma la signora Maria Mele e il dott. Michelangelo Ciarcia, con grande determinazione e lungimiranza, decisero di affrontare la sfida.

Non volevano che la farmacia storica della famiglia Fasani, che aveva servito la comunità per quasi due secoli, venisse spostata in periferia lasciando il centro storico e il locale dove generazioni di farmacisti Fasani erano stati. Volevano preservare la traditione e l'eredità della farmacia, continuando a offrire servizi di qualità ai cittadini di Solopaca restando nel centro storico dove anche una persona anziana avrebbe raggiunto a piedi con facilità la Farmacia.

Proprio in quel periodo fu messa in vendita la villa-palazzo di Don Oreste Frascadore, il cui stabile era adiacente col palazzo Fasani e quindi adiacente con i locali della vecchia farmacia. Bisognava decidere in fretta, comprare o andare via e lasciare il centro storico alla farmacia Abbamondi? Pensarono di mettere in comunicazione i due stabili, ampliando così la piccolissima farmacia, permettendo alla comunità di Solopaca di avere una farmacia più degna ed efficiente. Chiesero così il permesso di aprire un varco tra le due proprietà a Don Michele Iannotti che, nella sua intelligenza e lungimiranza, fu ben felice di accordarlo, anche perché, in caso contrario, avrebbe perso sia il contatto con la storica farmacia della famiglia ma anche un affitto sicuro e garantito dalla farmacia e che ancora oggi viene versato alla famiglia da circa 70 anni.

Bisognò rinnovare tutto, con notevole spesa, la farmacia era rimasta al 1800 ed i proprietari non avevano mai voluto che si facessero modifiche. Si dovette fare il vespaio aerato perché il pavimento poggiava sul terreno umido, il nuovo pavimento e gli scalini di marmo, intonaci e pitturazioni in stile antico. Mancavano i servizi fondamentali, bisognò portare l'acqua e costruire la fognatura, fu fatto il bagno ed il WC prima non c'era e ci si doveva spostare per andare nel bagno di casa.
Non c'era un impianto elettrico, c'era solo un interruttore antico che accendeva le poche luci.

Madre e figlio, con una sofferenza enorme nel cuore per la perdita del marito e del padre, che solo capisce chi la patisce, dettero prova di resilienza e sacrificio, contrastarono la ex farmacia Abbamondi che approfittava del momento di impasse per cercare di far perdere la concessione storica della Farmacia, confidando che nessuno si sarebbe laureato. Passò il tempo e finalmente il dott. Michelangelo si laureò e poté prendere in mano le redini della farmacia, con la madre che lo supportava e lo consigliava. Nel 1993, proiettarno così l'azienda verso la moderna farmacia digitale, furono introdotti computer all'avanguardia ma senza mai alterare il fascino architettonico della struttura in legno con le colonne ed i mascheroni antichi e l'atmosfera antica e accogliente delle origini.

La buona conduzione della farmacia è stata garantita da una combinazione di esperienza e innovazione, tantissimi sacrifici tra turni notturni e vita sacrificata dedita al lavoro e a servizio della comunità che ha permesso di mantenere la qualità dei servizi.
La farmacia ex Abbamondi invece si avviò verso un declino inarrestabile, fino a che il proprietario decise di fare una ennesima scelta dissennata e spostare la storica sede in una piccolissima contrada fuori dall'abitato di Solopaca sperando di raccogliere clientela da Telese ma togliendo un servizio utile al paese.

Il legame affettivo tra le famiglie Ciarcia e Fasani/Iannotti affonda le radici in una storia fatta di amicizia profonda e rispetto reciproco. Gli anni trascorsi accanto a Donna Angelina e Don Filippo, a Don Michele detto Bebé e alla comare Annabella rimangono impressi come momenti di vita indimenticabili. Quando il tempo ha inevitabilmente scandito il suo corso, la memoria e l'alleanza di questo glorioso passato sono rimaste custodite nelle mani e nei cuori di Don Michele Iannotti e del dott. Michelangelo Ciarcia e nelle rispettive famiglie. Don Michele, spentosi nel 2022, è stato l'ultimo testimone storico di quella dinastia dal cuore nobile: un uomo che ha saputo portare avanti con passione e dedizione la tradizione, onorando fino all'ultimo i valori della Famiglia Fasani.

Ancora oggi c'è qualcuno che ricorda il Dr. Natalino che regalava le giuggiole ai bambini e la sig.ra Maria sempre sorridente e generosa. Spesso chi li ha conosciuti racconta vecchi aneddoti e storie successe che riempiono il cuore di gioia. Più passa il tempo e le antiche persone di Solopaca che hanno condiviso la vita con i nostri cari vengono sempre meno, sostituiti da nuove generazioni che nulla sanno. Perciò devono rimanere gli scritti, le foto, i documenti, le testimonianze e le memorie, perciò bisogna raccontare, per tramandare alle generazioni future il ricordo di un passato che ha contribuito a costruire l'identità della comunità. Anche se gli attori di questa storia più anziani non sono più tra noi, la loro presenza continua a respirarsi tra le mura antiche della farmacia. Quell'eredità fatta di etica, professionalità e calore umano non si è interrotta, ma trova una nuova e vigorosa continuità in coloro che verranno. A loro spetta il compito, già intrapreso da noi, di traghettare questo patrimonio nel futuro, mantenendo vivo il nome delle famiglie, delle persone e il secolare legame con la comunità.

Oggi la farmacia Ciarcia Mele, guidata dal dott. Michelangelo Ciarcia e dalla sua famiglia, rappresenta un punto di riferimento per la comunità di Solopaca e per i paesi limitrofi.

La Linea del Tempo Generazionale

La successione cronologica dei titolari alla guida del presidio sanitario:

1794

Don Francesco Fasano

Prima Generazione Fasano Nato nel 1794
1819

Don Antonio Maria Fasano

Seconda Generazione Fasano Nato nel 1819
Francesco Gennaro Fasano

Francesco Gennaro Fasano

Terza Generazione Fasano Nato nel 1844
Baldassarre Bonifacio Fasani

Baldassarre Bonifacio Fasani

Quarta Generazione Fasani n. 1872 — m. 1932
Dr. Natalino Ciarcia e Maria Mele

Dr. Natalino Fiorentino Ciarcia

Prima Generazione Ciarcia Mele n. 1926 — m. 1988
Sig.ra Maria Mele

Sig.ra Maria Mele

Prima Generazione Ciarcia Mele n. 1929 — m. 2006
Dott. Michelangelo Ciarcia

Dott. Michelangelo Ciarcia

Seconda Generazione Ciarcia Mele n. 1959 - Titolare Attuale